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Deliri letterari e altre amenità

Il blogsalotto di Annalisa Rizzi

04/10/2019, 08:30



Blog-tour:-"Legacy-of-Darkness---Il-Pentacolo"-di-Miriam-Palombi-(Dark-Zone)


 Ciao a tutti! Per il secondo appuntamento odierno con il mondo di Dark Zone, ho incontrato Miriam Palombi, autrice di "Legacy of Darkness - Il Pentacolo".Scopriamo assieme qualche curiosità su di lei e su questa interessante saga.



Ciao a tutti! Per il secondo appuntamento odierno con il mondo di Dark Zone, ho incontrato Miriam Palombi, autrice di "Legacy of Darkness - Il Pentacolo".
Scopriamo assieme qualche curiosità su di lei e su questa interessante saga.

•Come scegli i protagonisti dei tuoi romanzi? Quanto di te c’è in loro?
La saga Legacy of Darkness è nata come una "storia" di supereroi. Ma non i classici cavalieri senza macchia e senza paura...no, eroi dai poteri straordinari ma che conservano debolezze terrene. Cosa c’è di me? Sicuramente molto, ma lascio che sia il lettore a intravedermi fare capolino fra le pagine.

•Per costruirli preferisci ispirarti a persone reali, oppure li inventi di sana pianta?
Non c’è uno schema. Fisicamente cerco di immaginarli ispirandomi a "presta volto" famosi...tutto il resto si crea in divenire.

•Come riesci ad addentrarti nella loro psiche, e come riesci a sviluppare il loro percorso di crescita?
La cosa avviene in modo naturale con l’evolversi della vicenda. Come due persone che s’incontrano per la prima volta e pian piano fanno conoscenza, scoprendo lati del carattere inaspettati.

•L’antagonista: che qualità deve necessariamente avere il "cattivo di turno" affinché sia davvero tridimensionale?
Nella saga Legacy of Darkness "i cattivi" sono personaggi inquieti che cercano una sorta di riscatto per la propria condizione. Questo fatto, insieme a una natura incline all’amoralità, li spingerà a compiere gesta atroci. Nei miei libri il Bene e il Male non sono poi così distanti tra loro, è solo una questione di scelte, e i miei personaggi sono di continuo messi dinanzi a un bivio. 

• In che modo caratterizzi i tuoi personaggi per renderli diversi l’uno dall’altro?
In questo caso è stato semplice. Avevo bisogno di cinque personaggi, un uomo e una donna, che fossero tanto diversi fisicamente quanto caratterialmente. Per fare ciò li ho nascosti agli antipodi del mondo conosciuto. C’è un guerriero maori, un indiano hopi, un cacciatore siberiano, un antropologo europeo e una ricercatrice asiatica. Altra caratteristica che li differenzia notevolmente sono i loro poteri...molto speciali e diversi tra loro.

•Si dice che i nomi non siano semplici parole, ma che racchiudano una certa dose di "energia". In che modo decidi come chiamare i personaggi?
Non c’è una regola. A volte scelgo nomi che mi rimandano a letture passate, o iconografici della cultura horror, mia grande passione. Altre volte hanno un aspetto simbolico, come nel caso di Mordred, "il cattivo" della saga Legacy of Darkness, o di Galahad, "il cercatore", filo conduttore dell’intera trilogia.

•Nel tuo libro c’è un personaggio che preferisci? Hai un aneddoto da raccontarci sul suo conto?
Credo che nell’opera di ogni autore ci sia un personaggio che rappresenti il nostro "Io" narrante, in questo caso è Galahad. Un uomo dal passato misterioso e dal volto segnato da profonde cicatrici che rappresenta una sorta di guida per i protagonisti. Per qualche assurdo motivo, ecco...io ho scelto lui.

•Nel romanzo c’è una frase o un piccolo passo che possa riassumere la sua essenza?
Sì, lo strillo che campeggia in copertina.
"Ciò che ci viene mostrato è solo la minima parte di ciò che è in realtà"

•In che modo costruisci le relazioni fra i tuoi protagonisti, e come sviluppi i loro rapporti?
Di solito sviluppo la trama tramite una scaletta per i capitoli, così da avere una visione generale della storia. Lì sono già decise interazioni ed eventuali legami tra i personaggi. 



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