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Deliri letterari e altre amenità

Il blogsalotto di Annalisa Rizzi

04/10/2019, 07:30



Blog-tour:-"Cronache-del-reame-incantato---Il-prigioniero-dell’Aldilà"-di-Alberto-Chieppi-(Dark-Zone)


 Cari lettori, oggi sono di nuovo in compagnia dei miei amici di Dark Zone e, soprattutto, di Alberto Chieppi, con cui ho intavolato una bella chiacchierata a proposito di "Cronache del reame incantato - Il prigioniero dell’Aldilà", il suo ultimo lav



Cari lettori, oggi sono di nuovo in compagnia dei miei amici di Dark Zone e, soprattutto, di Alberto Chieppi, con cui ho intavolato una bella chiacchierata a proposito di  "Cronache del reame incantato - Il prigioniero dell’Aldilà", il suo ultimo lavoro.
Scopriamo insieme qualcosa di più su di lui e sul suo romanzo!

•Come scegli i protagonisti dei tuoi romanzi? Quanto di te c’è in loro?
I protagonisti delle Cronache del Reame Incantato nascono dal desiderio di raccontare una storia a più voci, in cui ogni sottotrama fornisca un pezzetto, un indizio per completare il quadro generale. I personaggi sono funzionali alla storia e al mondo in cui vivono.
Penso che nessuno dei protagonisti mi assomigli; sono tanti e molto diversi fra loro. Forse ognuno racchiude una o alcune delle mie caratteristiche, difetti o desideri: la voglia di emergere di Sirio, la testardaggine di Lilith, persino l’appetito di Argo ;-)

•Per costruirli preferisci ispirarti a persone reali, oppure li inventi di sana pianta?
I personaggi della saga sono stati inventati partendo da zero. Probabilmente, qualcuno dei personaggi secondari rispecchia forse le caratteristiche di uno stereotipo piuttosto che di una persona reale: abbiamo il ragazzo tutto muscoli e poco cervello, la strega vecchia e raggrinzita, l’orco brutale e sanguinario...

•Come riesci ad addentrarti nella loro psiche, e come riesci a sviluppare il loro percorso di crescita?
Nonostante Le Cronache del Reame Incantato sia un ciclo composto da più romanzi, il percorso che dovranno affrontare i personaggi è già ben chiaro nella mia testa e nei miei progetti. I protagonisti sono ragazzi di quindici anni che cresceranno nel corso della saga. Affronteranno il passaggio dall’adolescenza all’età adulta a seguito degli eventi che si troveranno a vivere e dovranno compiere delle scelte che influenzano il loro futuro e quello delle persone a cui vogliono bene; questo li forzerà a confrontarsi con ciò che sono e ciò che vogliono essere e diventare e questo si tradurrà in un processo di crescita per ognuno di loro.

•L’antagonista: che qualità deve necessariamente avere il "cattivo di turno" affinché sia davvero tridimensionale?
Nel ciclo de Le Cronache del Reame Incantato non è presente un solo antagonista e nei primi romanzi della saga non è ancora ben chiaro chi sia il vero "cattivo". Tuttavia, un vero antagonista a mio avviso deve avere un movente valido che lo porti ad essere ciò che è: non si può essere malvagi in un romanzo, solo perché si ha alle spalle un amore non corrisposto; il cattivo deve arrivare a essere spietato, crudele e senza scrupoli dopo un percorso che ne modifichi la natura nel profondo.

• In che modo caratterizzi i tuoi personaggi per renderli diversi l’uno dall’altro?
Il Prigioniero dell’Aldilà è un romanzo corale. Vi sono tre linee narrative che si incontrano con diversi punti di vista attraverso i quali il lettore può vivere le vicende. Ognuna delle sottotrame ha un protagonista e personaggi differenti che, in alcuni casi, appartengono a fazioni o razze diverse, hanno caratteristiche uniche che li rendono ben riconoscibili al lettore. Ad esempio, gli stregoni indossano tutti una veste nera e praticano maledizioni e sortilegi, oppure gli orchi vivono in una società tribale in cui si azzuffano per la minima disputa.

•Si dice che i nomi non siano semplici parole, ma che racchiudano una certa dose di "energia". In che modo decidi come chiamare i personaggi?
La scelta dei nomi dei personaggi delle Cronache è stato uno dei processi più articolati e complessi a cui mi sono dedicato, ma anche uno di quelli a cui tenevo di più. Desideravo che tutti i nomi, anche quello assegnato alla più inutile delle comparse, avessero un significato che riflettesse una delle caratteristiche del personaggio stesso. I maghi hanno tutti nomi che hanno a che fare con la luce, con le divinità o con i personaggi mitologici dotati di caratteristiche positive o che avessero a che fare con la magia (Sirio, Argo, Albedo, Ercole...). Gli stregoni, invece, hanno nomi che richiamano l’oscurità, divinità dell’oltretomba o animali velenosi (Lilith, Orfeo, Nyx, Medusa...). Altri personaggi ancora hanno nomi legati alla professione che svolgono (Mastro Obice, Mastro Radon, Madame Cotica, Mastro Clipeus...).
Infine, anche i nomi dei luoghi che compongono il Reame Incantato sono stati scelti in base al significato e derivano tutti dal greco. Kaleidos, la capitale del regno, significa colorato ed è dovuto al fatto che è divisa in due quartieri abitati da fazioni diverse. Cloros è una città nascosta da una giungla lussureggiante, Lithos, una città nascosta fra le montagne ed Erkos il baluardo posto a difesa dei Cancelli dell’Aldilà.

•Nel tuo libro c’è un personaggio che preferisci? Hai un aneddoto da raccontarci sul suo conto?
Credo non ci sia un personaggio che preferisco fra quelli del romanzo; tuttavia, quello che sicuramente mi diverte di più è il goblin Zuk Zannamonca, bistrattato e maltrattato dalla moglie che lo prende continuamente a padellate. Zuk è un goblin fifone e codardo che trema persino davanti alla sua ombra ma che, nel corso della storia, soprattutto in questo secondo capitolo, dimostrerà un grande coraggio fino a potersi vantare del titolo di Zuk Cavalcadraghi, il primo goblin che è riuscito a volare sopra un drago (certo, non lo ha fatto proprio di sua iniziativa, ma questo è tutto un altro paio di maniche...)

•Nel romanzo c’è una frase o un piccolo passo che possa riassumere la sua essenza?
Uno dei momenti più importanti del romanzo è quello in cui Mephisto, lo stregone oscuro, prende una drastica decisione che potrebbe costargli la vita, ma che sembra l’unica via percorribile per portare avanti il suo terribile piano di vendetta e ne parla con Thanatos, il drago nero suo alleato ciò
"Il Lago Nero nasconde qualcosa di terribilmente oscuro, stregone, lo avverto ogni volta che volo nelle sue vicinanze e mi spaventa più di tutte le Sentinelle che vi fanno la guardia. Cosa ti fa pensare di trovare aiuto in quel luogo?"
"Se vogliamo uscire dall’Aldilà, ho bisogno di ciò che si trova imprigionato entro le mura della roccaforte."

•In che modo costruisci le relazioni fra i tuoi protagonisti, e come sviluppi i loro rapporti?
I rapporti fra i protagonisti delle Cronache hanno una lunga e complessa evoluzione nel corso della saga. Le dinamiche che li legano o che li portano a scontrarsi cambiano a seguito degli eventi e fanno in modo che i rapporti evolvano e crescano assieme ai protagonisti. Anche la scoperta degli indizi che portano a ricostruire il vero "mistero" dell’intera saga costringerà i personaggi a stringere nuove alleanze, fino a cambiare fronte o persino a tradire chi gli sta accanto fin dalle prime pagine. I rapporti fra i protagonisti, sono forse la parte più fluida e mutevole della saga e, l’intera vicenda, mi ha dato modo di esplorare tutte le dinamiche e i sentimenti possibili: amore, amicizia, gelosia, tradimento, vendetta.


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